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GATTI VEGETARIANI

Un animale domestico in casa produce benessere per i padroni ed ha una elevata azione rilassante. In particolare, gli amici a quattro zampe più comuni sono cani e gatti. In particolare, dietro la scelta di uno o dell’altro animale esistono motivazioni utilitaristiche e psicologiche. Ovviamente se si vuole un animale da guardia si sceglie un cane. In più se si vuole un animale che non ci costringa a dover scendere in strada almeno due o tre volte al giorno per fargli espletare le sue funzione corporali sceglieremo un gatto. Infatti per esso è sufficiente una letttiera da pulire periodicamente. Quindi se vogliamo un animale con cui giocare, fare lunghe passeggiate o che ci dia la sensazione che sia totalmente dipendente da noi allora sceglieremo il cane. Inoltre ci sono individui che amano l’aspetto riflessivo, indipendente e fiero del gatto. Quindi scelgono quest’ultimo animale.

ADDOMESTICAZIONE DEL CANE E DEL GATTO

Questi due animali, entrambi meravigliosi producono benessere per i padroni ed hanno avuto una storia evolutiva differente. Infatti il cane ha avuto i primi contatti con l’uomo in epoche preistoriche. Cioè quando le prime comunità di homo sapiens hanno creato villaggi. Quindi è iniziato un rapporto di vicinanza con i lupi che sporadicamente si nutrivano degli avanzi del villaggio. A volte i lupi erano visti come un pericolo ma spesso gli uomini preistorici furono affascinati dalla loro fierezza. Inoltre anche questi animali erano creature sociali.

Quindi in grado di creare un rapporto di affetto con l’uomo. Le prime comunità di pastori compresero l’utilità di questi animali nella gestione del gregge. Infatti gli etologi (studiosi del comportamento animale) hanno scoperto che l’attitudine di un cane alla guardia del gregge non è altro che un istinto predatorio modificato. In più, l’altro animale selvatico che stabilì un rapporto con l’uomo in epoche antiche fu il gatto

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GATTO MEDERNO E GATTO SELVATICO

In particolare, il gatto moderno deriva dal gatto selvatico. Esso era un cacciatore solitario. Contrariamente al cane non era un animale da branco quindi si è avvicinato all’uomo mantenendo una certa indipendenza. Quindi la sua non facile addomesticazione ha causato il suo scarso utilizzo per compiti complessi come la guardia dl greggge o ala protezione della casa. Oppure anche come assistente nella caccia. In altre parole,il cane è istintivamente un animale da branco quindi vede nella famiglia che lo ospita i componenti del suo branco e nel padrone vede il capobranco. Anche le abitudini alimentari di questi due animali sono state condizionate dal rapporto con l’uomo. Infatti il cane non è più un carnivoro stretto come il suo antenato lupo.

SISTEMI DIGESTIVI DIFFERENTI IN CANI E GATTI

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Quindi si è evoluto con un sistema digestivo ed una flora batterica intestinale adatta ad assimilare anche verdure e alimenti contenenti carboidrati complessi. Cioè come cereali e patate pur conservando le sue antiche caratteristiche di carnivoro. Infatti la carne è bene che sia comunque presente in quantità abbondante nella dieta. Inoltre è consigliabile fornirgli alimenti ad elevato valore biologico come carne, pesce, latte. Comunque la salute del cane può trarre numerosi vantaggi da una presenza moderata di vegetali nella dieta. Infatti ci sono vegetali come patate, carote, mele, zucca, zucchine, fagiolini, che possono rappresentare un’ottima fonte di vitamine e fibre. Allo stesso tempo le cose sono differenti per i gatti.

RAPPORO UTILITARISTICO CON CANE E GATTO

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Infatti il rapporto tra l’uomo e questi meravigliosi felini è diffferente. Innazi tutto è più recente. Infatti la coesistenza tra cani e uomini è incominciata tra i 20000 e i 40000 anni fa. Invece quella tra uomo e gatto tra i 7000 e i 3000 anni fa. In particolare questa differenza di epoca è dovuta al rapporto differente con questi due animali. Infatti il cane collaborava con l’uomo facendogli compagnia, facendo la guardia oppure collaborava con lui nelle caccia, inoltre produce benessere per i padroni.

Quindi l’attività della caccia risale al periodo preistorico. Di conseguenza il rapporto tra uomo e cane è antichissimo. Invece il rapporto tra uomo e gatto è più recente. Infatti è iniziato quando l’uomo è diventato agricoltore. Infatti questo avvenne circa 11.000 anni fa e gli antichi coltivatori avevano bisogno di un mezzo per tenere sotto controllo la popolazione di topi che infestavano i depositi di grano e di altri alimenti.

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LEGAME UTILITARISTICO CON L’UOMO

Quindi riepilogando affermo che l’uomo – cacciatore ha stretto un legame utilitaristico col cane in epoche preistoriche. Invece l’uomo – agricoltore ha stretto un rapporto utiliazione dei topi taristico col gatto per controllare la popolazione dei topi che danneggiava i raccolti e i depositi di cibo. In altre parole questa differenza di epoca di molte migliaia di anni ha provocando un diverso percorso evolutivo nei due animali. Infatti il cane ha vissuto con l’uomo da molto più tempo e quindi ha evoluto il suo apparato digerente diventando una via di mezzo tra un carnivoro ed un onnivoro.

Però l’addomesticazione del gatto è molto più recente. Quindi questo animale non ha fatto in tempo ad adattarsi alle abitudini alimentari umane. In particolare, il benessere per i padroni viene ottenuto con alimenti che potrebbero nuocere al gatto. Cioè ha conservato le caratteristiche del carnivoro puro. In particolare, nella razione alimentaredel cane la carne deve essere presente ma è sufficiente una componente del 30 – 40%.

FABBISOGNI PARTICOLARE DEL GATTO

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In altre parole il resto pùo essere rappresentato da fonti di caroidrati, grassi e fibre. Invece nel gatto gli alimenti ad alto contenuto proteico cioè quelli di origine animale devono essere presenti in quantità molto maggiore. Infatti il micio è un carnivoro stretto quindi non è capace di svolgere una sintesi di vitamina A a partire dal beta corotene presente in molti vegetali. Quindi deve ingerire questa vitamina contenuta nei grassi animali ingerendo carne, lattte o uova oppure deve mangiare alimenti integrati con questa soatanza.

Lo stesso discorso è valido per l’acido arachidonico che deve essere integrato. In più c’è la taurina che è un amminoacido presente negli alimenti di origine animale e che è essenziale per il gatto. Infatti esso viene aggiunto in tutti gli alimenti industriali per i felini. Anche se sulle buste dei croccantini di buona qualità sono indicate le dosi di cibo consigliate da somministrare giornalmente è meglio conoscere i reali fabbisogni alimentari dei gatti. Infatti tutto questo è utile per gestire meglio la nutrizione del nostro felino. In particolare gli alimenti di origine animale devono essere presenti in una quantità di almeno l’80%.

CALCOLI DEI FABBISOGNI NUTRIZIONALI

Al contrario per i cani basterebbe anche un 30 – 35%. Prima di tutto bisogna calcolare il fabbisogna calorico del gatto. Quindi usiamo una bilancia per conoscere in suo peso in chilogrammi e poi moltiplichiamo il valore per 60, 70 o 80 a seconda che il gatto sia poco, mediamente o molto attivo. Per esempio se ho un gatto poco attivo di 4 kg farò ka moltiplicazione 4 per 60 e otterrò il valore di 240. Quindi questo valore sarà il fabbisogno calorico giornaliero del gatto. Poi calcoliamo il fabbisogno proteico moltiplicando il fabbisogno calorico per il coefficiente 0,07. Cioè nel nostro caso moltiplico le 240 chilocalorie per 0,07 ottenendo un valore di 16,8 che corrisponde al fabbisogno proteico in grammi.

VETERINARIA E ALIMENTAZIONE DEL GATTO
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In particolare bisogna ricordare di scegliere fonti proteiche ad alto valore biologico come carne e latte. Quindi un’altra cosa importante da sapere è che il pesce non deve mai essere crudo perchè conterrebbe ub fattore antivitaminico che riduce la disponibilità di vitamina B. Concludendo tutti questi fattori cioè necessità di arginina e taurina, oltre al fabbisogno di vitamina A che è termolabile, in più la necessità di alimenti ad alto valore biologico sconsigliano fortemente una dieta vegetariana per i gatti. In più essi hanno un cattivo siatema di gestione endogena della glicemia essendo carnivori stretti. Quindi amidi e altri zuccheri devono essere poco presenti nella loro dieta. In più benessere per i cani vuol dire anche benessere per i padroni.

dott. Massimiliano Mangafà

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